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	<title>Chiacchiere davanti a un caffè Archivi &ndash; Mokateller</title>
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	<description>Storie in pausa caffè</description>
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		<title>Guardami: Karto ci racconta il suo nuovo singolo</title>
		<link>https://mokateller.it/guardami-karto-ci-racconta-il-suo-nuovo-singolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 16:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="408" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-550x408.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="karto guardami" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-550x408.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-800x594.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-1600x1188.jpg 1600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-768x570.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-1536x1140.jpg 1536w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2048x1520.jpg 2048w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-560x416.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-230x171.jpg 230w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Chi ama il rock, ama la buona musica. Motivo per cui oggi ho deciso di fare quattro chiacchiere con Karto, al secolo Giovanni Cartei (che avevamo già conosciuto con questa intervista) in occasione dell&#8217;uscita del suo nuovo singolo in italiano &#8220;Guardami&#8221;, brano rock, di quello bello, vero, di quelli che non si possono non apprezzare. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="408" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-550x408.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="karto guardami" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-550x408.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-800x594.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-1600x1188.jpg 1600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-768x570.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-1536x1140.jpg 1536w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2048x1520.jpg 2048w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-560x416.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-230x171.jpg 230w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Chi ama il rock, ama la buona musica. Motivo per cui oggi ho deciso di fare quattro chiacchiere con<strong> Karto</strong>, al secolo Giovanni Cartei (che avevamo già conosciuto con <a href="https://mokateller.it/karto-e-il-suo-rock/">questa intervista</a>) in occasione dell&#8217;uscita del suo nuovo singolo in italiano <strong>&#8220;Guardami&#8221;</strong>, brano rock, di quello bello, vero, di quelli che non si possono non apprezzare. E chi lo conosce lo sa, Karto fa rima con <strong>rock’n’roll</strong>, inevitabilmente.  </p>
<p>In questo periodo in cui la parola libertà, ahimè. è per forza di cose lasciata in un cassetto ad ammuffire, ecco che il rocker ci ha raccontato della sua musica, di sé e delle sue passioni. Perché, si sa, la musica ha sempre un potere enorme, anche quando le cose fuori non vanno come dovrebbero.  </p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-1924" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-scaled.jpg" alt="guardami karto " width="2560" height="2179" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-scaled.jpg 2560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-800x681.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-1600x1362.jpg 1600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-768x654.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-1536x1307.jpg 1536w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-2048x1743.jpg 2048w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-560x477.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-230x196.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/moka-foto-2-550x468.jpg 550w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p><strong>Ciao Karto. È un piacere ritrovarti. Visto che un artista è anche e soprattutto le sue esperienze personali, mi sembra doveroso chiederti come stai&#8230;</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Beh, diciamo che con un referto iniziale &#8211; dei medici che mi hanno prestato i primi soccorsi sull’autombulanza &#8211; che recitava “</span><i><span style="font-weight: 400;">Soggetto con compromissione delle funzioni vitali</span></i><span style="font-weight: 400;">” e con una prognosi riservata di 48 ore in Sala di Rianimazione, è già buono semplicemente “</span><i><span style="font-weight: 400;">stare</span></i><span style="font-weight: 400;">”!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ trascorso un anno esatto da quella notte in cui, in sella alla mia Harley, un’auto mi è venuta addosso procurandomi la distruzione del bacino, la frattura di tutti gli arti inferiori e un&#8217;emorragia dovuta alla recisione dell’arteria femorale destra; da lì ho affrontato tutti gli interventi necessari del caso, sono stato sapientemente ricostruito in acciaio, inox credo, ho addosso più bulloni di quanti ne avesse la mia amata (</span><i><span style="font-weight: 400;">moto</span></i><span style="font-weight: 400;">) e lo posso raccontare stando in piedi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diciamo che la mia pellaccia, al momento, ha tenuto botta.</span></p>
<p><strong>Con “Guardami”, uscito il 31 gennaio e distribuito da Believe Music sei tornato all’italiano. Perché?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma guarda, in effetti, in italiano avevo cantato solo un brano, fino ad oggi, dal titolo “</span><i><span style="font-weight: 400;">Uno Nessuno e Centomila</span></i><span style="font-weight: 400;">” che è il rifacimento di una canzone scritta anni fa dal mio amico e producer Jerico – alias Emiliano Cecere- già edita da Warner e su cui poi è stato girato un (per quanto mi riguarda) bellissimo video visibile su Youtube.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo l’ uscita del mio precedente album, cantato in inglese, fui incoraggiato e spronato dalla casa discografica a sfornare qualcosa in italiano e la sfida già al tempo mi piacque. Poi arrivò l’invito di Virgin Radio Italia a suonare al MEDIMEX Festival di Bari, nel giugno 2017, per aprire il concerto a IGGY POP nell’unica data italiana del suo </span><i><span style="font-weight: 400;">PostPop Depression Tour</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">IGGY POP… L’ Iguana!!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei miei idoli di sempre. Sai, ho iniziato a seguire IGGY da ragazzino. Un amico , al liceo, mi diede una musicassetta dell’album </span><i><span style="font-weight: 400;">Fun House</span></i><span style="font-weight: 400;"> degli Stooges. Mi ci sfondavo; ogni sera con le cuffie a manetta. Li comprai tutti. Mi comprai lo Wha-Wha non ascoltando Jimi ma Ron Asheton, il pazzoide di chitarrista degli Stooges. Un giorno, molti anni dopo, per strada a Londra, vedo una locandina su un cartello: </span><i><span style="font-weight: 400;">Reunion degli Stooges. Concerto alla Royal Festival Hall. </span></i><span style="font-weight: 400;">Mi ritrovai in platea, emozionatissimo quando ti vedo apparire sul palco quello che fino a un minuto prima era come incontrare dal vivo un supereroe, già nel suo costume: jeans, stivali e torso nudo; che inizia a ballare sul palco senza musica e si tuffa tra il pubblico. Pazzo! Lasciai la Hall con la promessa a me stesso che lo avrei rivisto. </span><span style="font-weight: 400;">Non avrei mai e poi mai immaginato che, esattamente dieci anni dopo, avrei condiviso con lui lo stesso palco per aprirgli il concerto!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Te hai mai creduto di sposare Simon Le Bon?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scusa ho divagato?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Va beh, comunque quell’ evento mi ha aperto delle porte che fino a quel momento erano rimaste chiuse. Cioè non so… non è che stessi tutto il giorno a bussare. Ma mi arrivò una precisa esortazione, da parte di un discografico, a sfornare, al più presto, un prodotto in italiano. E cosi mi sono messo a lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono soddisfatto&#8230; &#8220;</span><span style="font-weight: 400;">Guardami</span><span style="font-weight: 400;">” ha raggiunto la 39esima posizione nella classifica italiana Indie Music Like. E’ stata la mia prima volta in classifica!</span></p>
<div id="attachment_1925" style="width: 1290px" class="wp-caption alignnone"><img aria-describedby="caption-attachment-1925" loading="lazy" class="wp-image-1925 size-full" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari.jpg" alt="concerto iggy pop karto" width="1280" height="720" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari.jpg 1280w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari-800x450.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari-768x432.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari-560x315.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari-230x129.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2020/05/opzionale-2-bari-550x309.jpg 550w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><p id="caption-attachment-1925" class="wp-caption-text">Karto durante l&#8217;apertura del concerto di Iggy Pop a Bari</p></div>
<p><strong><i>Karto, la passione per tutto ciò che è “british” è evidente un po’ in tutto il tuo percorso musicale e personale. Dove e come nasce?</i></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fatto sta così: onestamente, non è tanto la passione incondizionata per tutto </span><i><span style="font-weight: 400;">il British</span></i><span style="font-weight: 400;"> quanto, invece, il cambiamento immediato del mio stato d’ animo quando mi trovo </span><i><span style="font-weight: 400;">in mezzo al British</span></i><span style="font-weight: 400;">, ovvero a Londra. Ora non voglio dire che Londra e il UK sia il posto più bello… Londra è una metropoli, con i suoi problemi peraltro, e la vita può essere comunque molto faticosa. Il fatto è che appena giro per le sue strade cambio. Divento sereno, si acquietano le ansie e il mio lato menefreghista prende il sopravvento. Più del solito intendo, se è possibile. </span><span style="font-weight: 400;">Lo stile di vita, il legno dei Pubs, il freddo, i cieli neri, le scarpe bagnate, le corse agli autobus, i parchi, il modo di rapportarsi di chi vive in Londra, i locali nei basements, il silenzio della National Gallery, la claustrofobia della metro, la sveglia alle 5.39 del mattino, lo smog, l’odore di fritto e birra che aleggia ovunque, la solitudine, il dire “</span><i><span style="font-weight: 400;">mate</span></i><span style="font-weight: 400;">” dalla mattina alla sera (alla fine pure ci credi), le sirene che urlano in continuazione e per questo non allarmano ma rassicurano sul normale andamento quotidiano della vita, nella giornata là fuori, essendo ormai la voce della fauna di questa giungla, gli house-parties e le montagne di palazzi con un Tesco a ogni blocco. Mi svuoto totalmente. E’ un atmosfera che mi droga. E mi vengono un botto di idee; e questo è il motivo per cui tutto il mio materiale nasce sempre qui. A volte penso che nella mia vita precedente forse sono stato un inglese. E ogni volta, magari, è come se fosse un risveglio di atmosfere e situazioni che già mi appartengono? Non so. Comunque Londra placa l’agitazione che ho dentro. Forse perché Lei è più agitata di me. Sono un tipo agitato generalmente. Ed a lungo andare essere agitato è faticoso anche per l’agitato stesso. </span><span style="font-weight: 400;">E l’essere agitato mi mette agitazione, oltretutto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il clima caldo, lo stile di vita latino, il mare e il sole sono bellissimi e mi piacciono ma arrecano agitazione al mio sistema nervoso. E questo è il motivo per cui sono generalmente un tipo agitato: perché sono nato qui. </span><span style="font-weight: 400;">Credo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Comunque mi diverto sempre e ovunque, se mai potesse sorgere qualche dubbio in merito.</span></p>
<p><strong>Cosa è cambiato in questo nuovo singolo rispetto a Give Me My Rock’n’Roll Back, il tuo album d’esordio del 2016?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ cambiato il modo di scrivere: prima mi mettevo a lavoro bevendo Gin &amp; Tonic. Invece questo nuovo singolo nasce sotto il segno del Negroni. Negroni Sbagliato per l’esattezza; spumante al posto del Gin (con Champagne è l apoteosi) e, possibilmente, una generosa dose di Carpano Antica Formula al posto del Martini rosso. Campari rigorosamente e scorza d’ arancia. E le sonorità, probabilmente, si, sono leggermente cambiate. </span><span style="font-weight: 400;">Anche perché ho aumentato le dosi nel frattempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Guardami</span></i><span style="font-weight: 400;">” ha un suono più ruvido rispetto al lavoro precedente. Forse per bilanciare, in qualche modo, il cantato in italiano che è molto meno spigoloso dell’inglese e più melodico. E’ stata una reazione naturale del mio essere Rock’N’Roll per la sua preservazione!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi meno elettronica e più chitarre. E il suono della batteria? No, parliamone! Una cassa in 4/4 con un sound allucinante che è roba da matti! Incisa da Luca Minischetti in uno studio a Tolosa, in Francia, è stata poi lavorata ed ottimizzata, in studio, da Jerico &#8211; Emiliano Cecere che l’ha resa potentissima, con un suono e una compressione che è davvero un pugno. </span><span style="font-weight: 400;">Potenza dello Sbagliato (il </span><i><span style="font-weight: 400;">Negroni</span></i><span style="font-weight: 400;">).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Certo&#8230; per apprezzare i suoni, il Rock, come in genere tutta la musica del resto, andrebbe ascoltato su un impianto stereo, non su un telefono sega-ligno. </span><span style="font-weight: 400;">Se si continua ad ascoltare il rock sui telefonini sentiremo sempre come gracchiare un papero. </span><span style="font-weight: 400;">Un papero con una grande arrabbiatura.</span></p>
<p><strong>Tre aggettivi per descrivere la musica di Karto</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si può fare 3 parole? </span><span style="font-weight: 400;">La mia musica è </span><i><span style="font-weight: 400;">Materiale Di S-Karto</span></i><b><i>.</i></b></p>
<p><strong>L’artista con cui vorresti collaborare?</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">Mick Jagger</span></p>
<p><strong>Perché ascoltare “Guardami”</strong></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Per farsi del male</span></i><span style="font-weight: 400;">! </span><span style="font-weight: 400;">No dai… qui devo essere serio sennò mi fanno il culo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Brevemente, sin dalla notte dei tempi il termine Rock è usato per identificare una musica avente alcune caratteristiche: energia, potenza, aggressività nel sound e nei testi; testi di solito abbastanza schietti e, spesso, oltraggiosi e ribelli. Chitarra e chitarristi sempre presenti. </span><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di Rock italiano invece, spesso e volentieri, a parte le dovute eccezioni dei pochi veri Rockers italiani che abbiamo (soprattutto avuti in passato), vengono tirati in ballo, sotto il segno di questo termine, prodotti che non hanno neanche una delle caratteristiche di cui sopra e che farebbero afflosciare anche Rocco Siffredi nella scena clou di </span><i><span style="font-weight: 400;">Moglie Infedele.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per cui…. </span><span style="font-weight: 400;">Ascoltare </span><i><span style="font-weight: 400;">Guardami </span></i><span style="font-weight: 400;">per ascoltare del Rock in Italia! </span><span style="font-weight: 400;">Del Rock nel vero senso del termine. </span><span style="font-weight: 400;">E cantato in italiano.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="KARTO - Guardami   Official Video" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/JwcY-XjVFN4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
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		<item>
		<title>Matteo Mannucci: quando un esperto del web si scopre poeta</title>
		<link>https://mokateller.it/matteo-mannucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2019 13:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="450" height="600" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-450x600.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="matteo mannucci quando un esperto del web si scopre poeta" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-450x600.jpeg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-600x800.jpeg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-768x1024.jpeg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-560x747.jpeg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-230x307.jpeg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci.jpeg 960w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></div>Io ero tra quelle persone che lo conoscevano come esperto del web, eppure Matteo Mannucci, classe 1984 e una laurea in informatica umanistica, con il suo primo libro si è scoperto autore, poeta di testi delicati e ricchi di vita. Vi avevo già parlato qualche giorno fa di Stare al tempo presente, il suo lavoro editoriale &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="450" height="600" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-450x600.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="matteo mannucci quando un esperto del web si scopre poeta" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-450x600.jpeg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-600x800.jpeg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-768x1024.jpeg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-560x747.jpeg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-230x307.jpeg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci.jpeg 960w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></div><p>Io ero tra quelle persone che lo conoscevano come esperto del web, eppure <strong>Matteo Mannucci</strong>, classe 1984 e una laurea in informatica umanistica, con il suo primo libro si è scoperto autore, poeta di testi delicati e ricchi di vita. Vi avevo già parlato qualche giorno fa di <a href="https://mokateller.it/stare-al-tempo-presente/">Stare al tempo presente</a>, il suo lavoro editoriale perché mi aveva colpito e sorpreso, proprio per ciò che racconta al lettore così come per la pulizia e la sostanza con cui tutto viene narrato. Pulizia e sostanza che avevo scoperto nella sua professione, non a caso questo blog nasce dalla sua mente creativa.   </p>
<p>Sentivo l&#8217;esigenza di non mi fermarmi &#8220;soltanto&#8221; alla lettura, per questo ho voluto scambiare quattro chiacchiere con lui, chiedendogli quello che leggendo mi era venuto in mente. Ho segnato tutto sul taccuino e poi gli ho semplicemente chiesto se avesse voglia di rispondere a qualche domanda. Ed eccoci qua.    </p>
<p>Insomma, vi consiglio di leggere questa intervista perché potrebbe regalarvi qualche bella emozione&#8230;      </p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1789 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-600x800.jpeg" alt="matteo mannucci quando un esperto del web si scopre poeta   " width="600" height="800" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-600x800.jpeg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-768x1024.jpeg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-560x747.jpeg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-230x307.jpeg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci-450x600.jpeg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-matteo-mannucci.jpeg 960w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">La prima domanda per farti conoscere dai lettori di Mokateller è inevitabilmente legata al Matteo autore. Come sei arrivato a questo punto dal Matteo esperto di information technology? Mi chiedo… come riescono a comunicare questi due diversi tipi di linguaggio?</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Matteo “autore”, non lo conoscevo affatto, è stato un incontro dettato dalla necessità, il bisogno di dare espressione ad un <i>mondo interiore</i> che non avrebbe potuto altrimenti esprimersi. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Lo scrivere è stato <i>parte della</i> <i>cura,</i> nel libro tento di spiegarlo, non si è trattato di scegliere tra farlo o non farlo, ma un’imposizione di quello che potremmo chiamare <i>destino</i>, come a dire “Se scrivi potrai sapere, capire, conoscerti, se non lo fai non saprai, capirai mai”. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Più andavo avanti nello scrivere più vedevo questo mio gesto come un&#8217;altra ennesima forma di rappresentazione della vita stessa. Come sai Laura, realizzo siti web, scrivo codice HTML per rappresentare un’idea, una visione, un progetto, per dargli sostanza. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Esattamente un’altra forma, un altro codice, mi ha portato alla scrittura prima e alla poesia dopo. </span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Sono tutti codici, diversi, che <i>servono</i> quella che Platone chiamerebbe “L&#8217;idea” (Idee &#8211; dee) che giunta alla mente (anima) passa dalla scrittura o meglio dal gesto espressivo per rappresentarsi, per acquistare forma e sostanza.</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Riporto a chiusura un frammento della quarta di copertina: <i>Sulla “via del divenire” il progettista di interfacce incontra il poeta, quel conoscitore di altri codici che chiedono di essere trasmessi</i>.</span></span></p>
<p><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Stare al tempo presente. Curioso come titolo&#8230;</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Le parole sono scrigni, sono forzieri, vanno custodite protette, amate. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Nelle parole viene preservata la nostra natura che su questo pianeta ci rende unici, la <i>cultura;</i> quel sapere che ci viene tramandato da migliaia di anni. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><i>Stare</i>, non è andare, non è fuggire, è rimanere dove non vogliamo stare perché fa male, perché fa paura, perché non vogliamo vedere. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Una volta scrissi da qualche parte che “fuggire non serve a niente, se ti porti appresso”, è una verità che ho scoperto stando, rimanendo fermo per capire cosa in quel momento mi inchiodava in un presente eterno. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">2.500 anni fa in Grecia, una frase fu iscritta nella pietra del tempio dedicato al dio Apollo: “Conosci te stesso”. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Da allora quante vite sono trascorse? Quante ne trascorreranno ancora? </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Esiste un <i>tempo</i> <i>presente</i> che non sarà mai passato, né sarà mai futuro, il tempo dell’anima nostra che chiede solo di stare in questa dimensione per essere finalmente compresa. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">L’anima è il tesoro deposto in ogni essere umano, dispensa talenti, toccare l’anima è vivere in sintonia con lo stesso vivere di tutti gli esseri; i filosofi taoisti parlavano di 10.000 esseri per rendere un&#8217;idea di quanto sia vasto e diverso il cosmo eppure unico per tutti.</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Sul vocabolario alla voce “Stare” troviamo scritto: &lt;&lt; infinito presente del verbo stare &#8211; Forma Attiva (ausiliare: Essere). &gt;&gt;</span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><i>Infinito presente, essere.</i><i> </i></span></span></p>
<p><img loading="lazy" class=" wp-image-1790 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente.jpeg" alt="stare al tempo presente" width="302" height="302" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente.jpeg 225w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/02/stare-al-tempo-presente-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 302px) 100vw, 302px" /></p>
<p><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Quando hai sentito per la prima volta l’esigenza di scrivere e perché proprio haiku?</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">L’esigenza è sorta spontanea, nel momento esatto in cui ho compreso cosa fosse un <i>simbolo</i>, simbolo è una parola greca che significa “mettere insieme”, unire. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Nell&#8217;antica Grecia tra i membri di una famiglia si era soliti spezzare una moneta oppure un pezzetto di coccio, poi quando questi si sarebbero riuniti anche i pezzi del simbolo avrebbero fatto altrettanto. Nel Simposio, Platone racconta che l&#8217;uomo in origine era di forma sferica con quattro braccia, quattro gambe e due teste, poi Zeus per punirlo della sua insolenza di spodestare gli dei, lo divise in due generando maschile e femminile, uomo e donna; entrambi simboli dell&#8217;uomo. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">I miti, le leggende, lo storie di fantasia, la narrativa sono tutti linguaggi poetici, creano dal nulla la realtà attingono da una verità fino ad allora oscura e sconosciuta. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Partire alla scoperta di sé significa accedere a questa dimensione simbolica e l&#8217;unico linguaggio di questa dimensione è appunto quello poetico, di comunione, di simbolo, di messa insieme. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">La filosofia Orientale è maestra di questa arte simbolica, essenziale, semplice e diretta. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Da sempre amo questo modo di pensare la vita, ho letto e leggo libri sul taoismo, sullo zen, coltivo bonsai dall&#8217;età di 17 anni, oggi ne ho circa una quindicina, e che cos&#8217;è un bonsai se non il simbolo vivente di un albero? Sta in un vaso, lo puoi contemplare, lo puoi guardare da più punti di vista e soprattutto lo puoi guardare dalla giusta distanza come faresti di un albero che si trova su una collina a qualche centinaio di metri da te, lo vedi piccolo, ma nel contempo lo percepisci connesso al <i>tutto</i>. Lo stesso è per me l&#8217;haiku, una manciata di parole strappate al fecondo silenzio del vuoto che danno origine ad un&#8217;immagine, un&#8217;immagine molto particolare che è <i>sia questo che quello</i>, proprio come un bonsai: piccolo-grande, giovane-vecchio albero. Il giusto haiku è congiunzione di opposti, se letto e non visto, alla giusta distanza, con il giusto tempo, ritornando ogni tanto, può restituire elementi nuovi, perché rinnovato è il lettore alla e dalla poesia.</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Gli haiku sono <i>piccoli talismani emotivi</i> che conservano una goccia di eterno presente.</span></span></p>
<p><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Sei un autore che legge? </span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Si adoro leggere come adoro andare al cinema, casa nostra è invasa di libri, li trovi dappertutto anche nell&#8217;armadio dei vestiti, in lettura ho circa una decina di libri, non ho fretta di finirli, quando riprendo un titolo dopo tanto tempo che non lo leggevo scopro perché l&#8217;avevo lasciato decantare e me ne rallegro. Ricomincio a leggere, mi fermo, chiudo il libro, scrivo, penso, apro un altro libro. Libro è un&#8217;altra bella parola, nasce da “liberare”; più leggiamo e più forse lo saremo&#8230;liberi.</span></span></p>
<p><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">La scrittura ti ha cambiato?</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Si decisamente, la scrittura mi cambia continuamente, aiuta a riflette, a espandere la visione, a cambiare prospettiva ancora e ancora, un continuo mutamento, consente di aprire gli occhi sul “di dentro” e poi sul “di fuori”. <i>Conosci te stesso</i>, come detto sopra, e ora possiamo anche aggiungere la celebre chiusura di Zoroastro…<i>e tutt</i><i>o</i><i> in te stesso conosci.</i></span></span></p>
<p><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;"><a href="https://starealtempopresente.it">Stare al tempo presente</a> è un viaggio, un racconto di vita, di momenti vissuti. Quanto conta l’esperienza di vita nella scrittura?</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">La scrittura è un modo per dare spazio e sfogo alla pressione del vivere, se non c&#8217;è vita non può esserci scrittura, dunque il gesto dello scrivere è una prerogativa che dovremmo coltivare ognuno nella propria intimità. </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Ho deciso di fare della mia esperienza un libro nel momento esatto in cui ho capito che la vicenda era andata fuori dalla mia sfera personale, che raccontava una storia di tutti e per tutti prima e dopo, andava trasmessa anche solo ad un&#8217;altra persona, ma andava fatto</span></span></p>
<p><strong style="font-size: 1.1rem;"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Un libro che consiglieresti a chi </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">sente l’esigenza di un cambiamento</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">?</span></span></strong></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Suggerisco uno dei titoli che mi hanno cambiato la vita, che mi ha fatto capire come la letteratura, quindi la conoscenza, possa liberare, aprire prospettive, dischiudere possibilità. </span></span><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Il Conte di Montecristo” è per me un libro fondamentale, un libro iniziatico, dove si racconta di un giovane, tradito, rimasto senza niente, ingabbiato in una prigionia che gli consentirà di conoscere chi quella prigionia l&#8217;aveva vissuta da tempo e prima di lui, un vecchio, un saggio, al quale si affida totalmente per capire e conoscere, quindi intuire la via d&#8217;uscita da quella prigione: la morte è trasformazione; morire per rinascere, così racconta anche l&#8217;antico “mito di Osiride”. </span></span><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: 'Liberation Serif', serif;">Il Conte di Montecristo” e il “mito di Osiride”, lontani tra loro migliaia di anni eppure, potremmo dire, entrambi al tempo presente, il tempo nostro, il tempo loro, il tempo del vivere qui e ora.</span></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Libro - Stare al tempo presente (Crescita personale)" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/mEPiQCIY5u8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piccola Farmacia Letteraria</title>
		<link>https://mokateller.it/piccola-farmacia-letteraria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2019 06:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="275" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-550x275.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="piccola farmacia letteraria" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-550x275.jpeg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze.jpeg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-768x384.jpeg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-560x280.jpeg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-230x115.jpeg 230w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Piccola Farmacia Letteraria&#8230; credo che nome più giusto non potesse trovare Elena Molini, la proprietà nonché ideatrice di una delle librerie più curiose e utili del mondo. Sì, non esagero, perché in via di Ripoli a Firenze si curano le pene d&#8217;amore e non solo. Ogni malessere dell&#8217;anima qui ha la sua soluzione che si &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="275" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-550x275.jpeg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="piccola farmacia letteraria" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-550x275.jpeg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze.jpeg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-768x384.jpeg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-560x280.jpeg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-230x115.jpeg 230w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><strong>Piccola Farmacia Letteraria</strong>&#8230; credo che nome più giusto non potesse trovare <a href="https://www.facebook.com/piccolafarmacialetteraria/">Elena Molini</a>, la proprietà nonché ideatrice di una delle librerie più curiose e utili del mondo. Sì, non esagero, perché in via di Ripoli a Firenze si curano le pene d&#8217;amore e non solo. Ogni malessere dell&#8217;anima qui ha la sua soluzione che si trova proprio dentro a un libro. Che le pagine fossero terapeutiche non è un segreto, soprattutto per chi capisce l&#8217;intensità della lettura, ma in questa piccola libreria sembra essere tutto più vero, più reale anche per chi non è abituato al mondo letterario.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1783 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-800x400.jpeg" alt="piccola farmacia letteraria" width="800" height="400" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze.jpeg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-768x384.jpeg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-560x280.jpeg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-230x115.jpeg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/farmacia-firenze-550x275.jpeg 550w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Su ogni copertina c&#8217;è un bugiardo dove Elena ha scritto i dettagli della cura con tanto di posologia e dosi per trovare soluzione al proprio dolore. </p>
<p>Appena ho letto la notizia dell&#8217;apertura della <strong>Piccola Farmacia Letteraria </strong>ho pensato che sì, avrei voluto averla io questa idea, io che sogno di aprire una di quelle piccole librerie di una volta dove poter consigliare i libri a chi fa capolino. Un luogo che sia per tutti un po’ casa. Ed è così che sembra lo spazio di Elena dove ogni brutta sensazione viene curata dai libri, ma anche un po&#8217; dall&#8217;atmosfera che si respira. Per questo ho voluto scambiare <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/">quattro chiacchiere davanti a un caffè</a> con lei chiedendole tutto quello che leggendo quotidiani e magazine mi era venuto in mente.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1784 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_-800x450.jpg" alt="piccola farmacia letteraria firenze" width="800" height="450" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_-800x450.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_-768x432.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_-560x315.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_-230x129.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_-550x309.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2019/01/1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_WPNX-31830_primafoto-ky9C-U107071042636830-1024x576@LaStampa.it_.jpg 1024w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><strong>Dobbiamo iniziare con una domanda scontata, ma doverosa. Elena, la tua è una vera farmacia per le cure dell’anima in cui i medicinali sono i libri con tanto di bugiardino con dosi e posologia. Come è nata la tua idea?</strong></p>
<p>L’idea di “farmacia letteraria” nasce dalla mia esperienza di libraia. Ho lavorato diversi anni come commessa in una libreria di catena e ho imparato tanto semplicemente ascoltando i clienti. Ad esempio, entrava un cliente e mi chiedeva un libro con cui rilassarsi perché stava vivendo un periodo molto intenso al lavoro, oppure entrava una cliente e mi chiedeva un libro per un’amica che stava affrontando un divorzio e io cercavo storie che potessero “alleviare” quel tipo di mali. Così è nata l’idea del ‘bugiardino’: ho messo semplicemente per iscritto le risposte alle richieste che mi venivano fatte.</p>
<p><strong>Prima di abbracciare questa esperienza hai lavorato in una libreria di catena. Credi che sia così vero che i giovani non leggono?</strong></p>
<p>Beh, a giudicare da tutti i clienti anche molto giovani che sono entrati in libreria da quando ho aperto ad oggi direi proprio di no! Però penso che non si debba forzarli come se la lettura fosse una medicina cattiva da mandar giù, è giusto che si approccino a generi che preferiscono e che lo facciano anche con strumenti digitali che usano costantemente.</p>
<p><strong>Un libro per chi si sente triste?</strong></p>
<p>“<a href="https://www.amazon.it/Piccoli-suicidi-amici-Arto-Paasilinna/dp/887091139X/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1548268748&amp;sr=1-1&amp;keywords=piccoli+suicidi+tra+amici">Piccoli suicidi tra amici</a>” di Arto Paasilinna</p>
<p><strong>Un libro che avresti voluto scrivere?</strong></p>
<p>&#8220;<a href="https://www.amazon.it/vita-come-tante-Hanya-Yanagihara/dp/8838935688">Una vita come tante</a>&#8221; di Hanya Yanagihara. Lunghissimo, emozionante, struggente.</p>
<p><strong>L’autore che vorresti vedere entrare nella tua piccola farmacia letteraria?</strong></p>
<p>Beh, sono cresciuta leggendo con Stephen King, quindi mi piacerebbe vederlo entrare da quella porta! Forse mi prenderebbe un colpo e gli farei milioni di domande… ma parliamo per ipotesi, giusto?!</p>
<p><strong>Il cliente con la richiesta più bizzarra?</strong></p>
<p>Forse quel ragazzo che cercava un libro purché non l’avesse già letto la sua ex!</p>
<p><strong>Soffro d’insonnia, cosa posso leggere?</strong></p>
<p>Consiglio “<a href="https://www.amazon.it/casa-del-sonno-Jonathan-Coe/dp/8807881403">La casa del sonno</a>” di Jonathan Coe.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa: Piccola Farmacia Letteraria (libreria) </strong></p>
<p><strong>Dove: via di Ripoli, 7R, Firenze</strong> </p>
<p><strong>Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20 </strong></p>
<p><strong>tel:  <span class="LrzXr zdqRlf kno-fv">349 259 0414</span></strong></p>
<p><strong>email: info@piccolafarmacialetteraria.it</strong> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>La casa dei libri</title>
		<link>https://mokateller.it/la-casa-dei-libri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 08:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="la casa dei libri" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-550x367.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-800x534.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-768x512.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-450x300.jpg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-600x400.jpg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-560x374.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-230x153.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1.jpg 976w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>La casa dei libri è stata una piacevole scoperta su Instagram che considero da sempre una fucina di talenti e uno strumento perfetto per conoscerli. Mi è capitato, come accade spesso, di sfogliare almeno virtualmente i profili che avessero qualche affinità con Mokateller ed è apparsa lei, Gaia Guardavaccaro, che con La casa dei libri, il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="la casa dei libri" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-550x367.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-800x534.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-768x512.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-450x300.jpg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-600x400.jpg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-560x374.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1-230x153.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri1.jpg 976w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><strong>La casa dei libri</strong> è stata una piacevole scoperta su <strong>Instagram</strong> che considero da sempre una fucina di talenti e uno strumento perfetto per conoscerli. Mi è capitato, come accade spesso, di sfogliare almeno virtualmente i profili che avessero qualche affinità con Mokateller ed è apparsa lei, <strong>Gaia Guardavaccaro</strong>, che con <a href="http://www.lacasadeilibri.it/?doing_wp_cron=1498637539.8052949905395507812500" target="_blank">La casa dei libri</a>, il suo blog ha strizzato l&#8217;occhiolino alla mia curiosità. Mi è sembrato uno spazio interessante e frizzante, esattamente come lo è lei che ho avuto modo di conoscere meglio grazie a queste quattro <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/" target="_blank"><strong>chiacchiere davanti a un caffè</strong></a>. Che dite&#8230; venite a conoscerla anche voi?  </p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1715 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri.jpg" alt="la casa dei libri" width="976" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri.jpg 976w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-800x534.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-768x512.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-450x300.jpg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-600x400.jpg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-560x374.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-230x153.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri-550x367.jpg 550w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a></p>
<p> <strong>Come e quando nasce <em>La casa dei libri</em>, il tuo blog?</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Mi piace paragonare il mio blog ad un fiore che sboccia in un luogo arido nonostante le condizioni climatiche avverse, ora vi spiego il perché.. mettetevi comodi. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Innanzitutto c’è da dire che la mia passione per la lettura ed io siamo nate lo stesso giorno: ho sempre adorato i libri, anche quando non sapevo ancora leggere, potrei dire che sono stati una costante nella mia vita. Proprio i libri, infatti, sono poi diventati la mia ancora di salvezza in un periodo difficile della mia vita. C’ è una bella frase di Amos Oz che recita: </span></p>
<p><i><span style="color: #404040; font-family: Calibri; font-size: medium;">“I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale.”</span></i></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">È stato proprio in questo periodo che ho sentito il bisogno di leggere, leggere, leggere e condividere questa mia passione con qualcuno. I miei amici e coetanei (non so per quale strano motivo) hanno sempre odiato qualsiasi cosa avesse a che fare con la carta. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Credevo che i lettori fossero una specie in via d’estinzione: alla fermata dell’ autobus, in sala d’attesa, in treno sono tutti troppo presi dai cellulari, è davvero raro trovare qualcuno con un libro in borsa o nello zaino. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Ho iniziato così ad attuare la mia <em>piccola rivoluzione</em> e ho creato il profilo Instagram <a href="https://www.instagram.com/lacasadeilibrii/?hl=it" target="_blank">@lacasadeilibrii</a>, su cui inizialmente mi limitavo a condividere foto di libri inerenti al contenuto. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Cronologicamente ci troviamo nell’ Aprile 2015. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Piano piano sono arrivati i primi <em>mi piace</em>, i primi commenti positivi e i primi follower. Ho avuto modo di conoscere meglio alcuni di loro e abbiamo anche creato un gruppo di lettura. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Attraverso il mio blog e la pagina instagram posso confrontarmi con altri lettori e condividere consigli e opinioni. </span></p>
<p><strong>Chi è e cosa sogna Gaia?</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Penso che il mio nome mi descriva a pieno: <em>gaio</em> è un aggettivo che si utilizza tutt’ ora come sinonimo di <em>allegro</em>. Ecco: io sono… gaia (ride n.d.r). </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Sono una ragazza allegra, creativa ed estremamente curiosa, il che mi porta ad avere numerose passioni oltre la lettura. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Cosa sogno? </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Sogno un mondo più “genuino”, in cui non esistano egoismo, falsità e tutte quelle brutalità a cui siamo costretti ad assistere ogni giorno. Sotto questo punto di vista sono molto utopista, lo ammetto, ma la speranza è l’ ultima a morire. </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Nella mia vita privata invece mi accontento delle cose semplici ed essenziali: S.A.F., questo acronimo indica le tre cose per me essenziali, ovvero Salute, Amore e Famiglia; i miei piccoli sogni non li svelo per scaramanzia. </span></p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1714 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3.jpg" alt="la casa dei libri" width="976" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3.jpg 976w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-800x534.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-768x512.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-450x300.jpg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-600x400.jpg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-560x374.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-230x153.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri3-550x367.jpg 550w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a></p>
<p><strong>Da un po&#8217; hai anche un canale youtube&#8230; </strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Certo, da un annetto ho aperto anche un canale Youtube, mi trovate come<a href="https://www.youtube.com/channel/UCvmnhTqXxtHM4gXHq0jAlwg" target="_blank"><strong> Gaia Celyne</strong></a>. Mi piace molto parlare, si vede? (ride n.d.r.). </span><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Trovo più amichevole girare video, invece di <em>nascondermi</em> dietro uno schermo e una tastiera e inoltre ho scoperto che mi diverte molto girare ed editare video, per cui ci metto tutta la mia creatività e sperimento cose nuove. </span></p>
<p><strong>Il libro sul comodino?</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;"><em>Un bene al mondo</em> di Andrea Bajani e lo sto trovando favoloso. Ne parlerò presto sul blog.</span></p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1716 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4.jpg" alt="la casa dei libri gaia guardavaccaro" width="976" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4.jpg 976w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-800x534.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-768x512.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-450x300.jpg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-600x400.jpg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-560x374.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-230x153.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri4-550x367.jpg 550w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a></p>
<p><strong>Con quale autore condivideresti un aperitivo?</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Pirandello, senza ombra di dubbio. È il mio autore preferito, lo considero un vero e proprio maestro di vita. </span></p>
<p><strong>Oltre a leggerti sul blog, su quali social possono trovarti i lettori di <a href="https://www.instagram.com/mokateller/?hl=it" target="_blank">Mokateller</a>?</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Possono trovarmi su: </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Instagram: <a href="https://www.instagram.com/lacasadeilibrii/?hl=it" target="_blank">@lacasadeilibrii</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Youtube: <a href="https://www.youtube.com/channel/UCvmnhTqXxtHM4gXHq0jAlwg" target="_blank">Gaia Celyne</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Facebook: <a href="https://www.facebook.com/LaCasadeiLibriOfficial/" target="_blank">La casa dei libri</a></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;"><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1717 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2.jpg" alt="la casa dei libri" width="976" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2.jpg 976w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-800x534.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-768x512.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-450x300.jpg 450w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-600x400.jpg 600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-560x374.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-230x153.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/la-casa-dei-libri2-550x367.jpg 550w" sizes="(max-width: 976px) 100vw, 976px" /></a></span></p>
<p><strong> </strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Bocca tv: la cucina in vernacolo livornese</title>
		<link>https://mokateller.it/il-bocca-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 08:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-550x413.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="ilboccatv" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-550x413.png 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-800x600.png 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-768x576.png 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-560x420.png 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-230x173.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca.png 868w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Incontro Andrea Giovannini e Simone De Vanni, le menti de il Bocca tv, in un pomeriggio caldo di giugno nella nostra città, Livorno. Ad accogliermi la spontaneità di Simone, il cuoco (guai a chiamarlo chef!), già in cucina a preparare le basi dei piatti che proporrà ai suoi follower sul canale youtube che conta quasi venticinque &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-550x413.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="ilboccatv" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-550x413.png 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-800x600.png 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-768x576.png 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-560x420.png 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca-230x173.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/06/bocca.png 868w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p style="text-align: left;">Incontro <strong>Andrea Giovannini e Simone De Vanni</strong>, le menti de <strong>il</strong> <strong>Bocca tv</strong>, in un pomeriggio caldo di giugno nella nostra città, Livorno. Ad accogliermi la spontaneità di Simone, il cuoco (guai a chiamarlo chef!), già in cucina a preparare le basi dei piatti che proporrà ai suoi follower sul <a href="https://www.youtube.com/user/IlBoccaTV" target="_blank"><strong>canale youtube</strong> </a>che conta quasi venticinque mila iscritti. Ci accomodiamo nel suo regno a scambiare <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/" target="_blank">quattro chiacchiere </a>sul progetto e sul cibo &#8211; prevalentemente su quello toscano &#8211; mentre Andrea, che de <strong>il Bocca Tv</strong> cura la regia e la produzione, è nell&#8217;altra stanza a revisionare le ultime registrazioni prima della pubblicazione sul canale. Il clima è amichevole, mi sento a casa e, curiosando in giro, mi rendo conto che è tutto veramente uguale a come si vede sullo schermo. Genuino, vero, divertente. Del resto ho chiesto un&#8217;intervista ai due amici trentennali proprio perché trovo il loro progetto diverso e più verace nell&#8217;universo del food online in cui si rischia di perdersi. Un motto &#8220;<em>olio di quello bono&#8221; </em>e un progetto spontaneo ma con basi solide alle spalle. Ecco cosa mi hanno raccontato tra fornelli e videocamere (quattro!) in quel pomeriggio labronico.  </p>
<p style="text-align: left;"><strong>Come e quando nasce l&#8217;idea de il <a href="http://www.ilboccatv.com/" target="_blank">Bocca tv</a>?</strong></p>
<p>Inizia tutto nel dicembre del 2012 quando Andrea decide di lasciare il suo lavoro a Milano e tornare definitivamente a Livorno. Mi disse che avrebbe voluto aprire un canale youtube e così abbiamo girato, per gioco, la primissima puntata nella sua cucina. Erano le <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3lgTWL1z518" target="_blank">mezze maniche alla coda di rospo</a>, ricetta registrata totalmente con un telefonino che poi abbiamo pubblicato sul canale youtube <a href="https://www.youtube.com/user/UsePassionTV" target="_blank">Stica Stami</a>. Dopo aver assaggiato il piatto abbiamo deciso di far nascere <strong>il</strong> <strong>Bocca tv</strong> che aveva già l&#8217;obiettivo di essere diverso dagli altri tutorial in rete. Dal gioco è diventata poi una vera possibilità di lavoro.</p>
<p><strong>Perché il nome Bocca?</strong></p>
<p>Mi vedi? Diciamo che mi piace parlare tanto, intervenire su tutto e&#8230; mangiare (ride n.d.r).</p>
<p><strong>A chi è rivolto il vostro progetto? </strong></p>
<p>A chi non sa niente di cucina, in modo che possa fare i primi passi e imparare. Le mie sono quasi tutte ricette semplici, classiche, veloci. Cerco di fare appassionare il più possibile chi non è esperto. Spiego a chi ci segue la ricetta passaggio dopo passaggio esattamente come l&#8217;ho imparato io da quando seguivo a otto anni mia nonna in cucina a quando ho frequentato l&#8217;Istituto alberghiero.</p>
<p><strong>Che tipo di ricette proponete?</strong></p>
<p>Principalmente quelle classiche toscane, ma a volte proponiamo anche quelle di altre regioni. Sono stato qualche anno a lavorare proprio come cuoco sulle isole Tremiti quindi qualche loro influenza mi è rimasta. Le ricette sono quasi sempre stagionali perché credo che, purtroppo, si stiano perdendo le tradizioni culinarie e io cerco di non far perdere almeno quelle legate alla stagionalità.</p>
<p><strong>Nuovi progetti nel cassetto? </strong></p>
<p>Prima di tutto mi piacerebbe fare eventi in piazza in cui cucino di fronte alle persone, sempre con Andrea che fa le riprese. Una sorta di puntata de Il Bocca tv in mezzo alla gente. Mi piacerebbe avere la possibilità di poter organizzare qualche evento al Mercato centrale di Livorno. Vorremmo anche proporre cene nelle case per cucinare le ricette tipiche livornesi. Come si dice&#8230; home chef? Abbiamo anche altri progetti più importanti, ma di quelli per ora non sveliamo niente.</p>
<p><strong>Oltre al canale e al <a href="http://www.ilboccatv.com/" target="_blank">sito ufficiale</a>, dove possono seguirvi i lettori di Mokateller?</strong></p>
<p>Siamo presenti anche su Facebook con la nostra <a href="https://www.facebook.com/ilboccatv/?hc_ref=SEARCH&amp;fref=nf" target="_blank">pagina ufficiale,</a> su <a href="https://www.instagram.com/ilboccatv/" target="_blank">Instagram</a>, <a href="https://plus.google.com/+IlBoccaTV/posts" target="_blank">G+</a> e <a href="https://www.flickr.com/photos/ilboccatv/33058252685/" target="_blank">Flickr</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luca del Vivo: quello che (non) ho</title>
		<link>https://mokateller.it/luca-del-vivo-quello-non/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2017 06:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="429" height="600" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--429x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--429x600.jpg 429w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--571x800.jpg 571w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--768x1075.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--560x784.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--230x322.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></div>Luca Del Vivo è una mia vecchia conoscenza, ho avuto modo di intervistarlo credo sei o sette anni fa, la memoria non mi è fedele. L&#8217;ho ritrovato per caso su Facebook in un&#8217;altra veste, quella di autore. Quello che (non) ho è la sua prima fatica editoriale, la storia di un giovane insicuro alle prese con le &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="429" height="600" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--429x600.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--429x600.jpg 429w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--571x800.jpg 571w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--768x1075.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--560x784.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--230x322.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></div><p><strong>Luca Del Vivo</strong> è una mia vecchia conoscenza, ho avuto modo di intervistarlo credo sei o sette anni fa, la memoria non mi è fedele. L&#8217;ho ritrovato per caso su Facebook in un&#8217;altra veste, quella di autore. <a href="http://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/quello-che-non-ho-9788892661295.html" target="_blank"><strong>Quello che (non) ho</strong></a> è la sua prima fatica editoriale, la storia di un giovane insicuro alle prese con le problematiche che uniscono le nuove generazioni. Una storia che tocca temi come l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, il dolore per una perdita. Insomma, un romanzo da leggere, da scoprire, da assaporare. Ho scambiato con Luca quattro <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/" target="_blank"><strong>chiacchiere davanti a un caffè</strong></a>.  </p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo-.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1667 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo-.jpg" alt="luca del vivo" width="1000" height="1400" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo-.jpg 1000w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--99x140.jpg 99w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--571x800.jpg 571w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--768x1075.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--560x784.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--230x322.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/luca-del-vivo--429x600.jpg 429w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Da cosa nasce l&#8217;idea di scrivere un libro? </strong></p>
<p><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">L’idea di scrivere un libro è nata completamente per caso, all’inizio non avevo idea di che cosa stessi facendo. Ho iniziato a scrivere <strong><em>Quello Che (Non) Ho</em> </strong>sotto forma di diario, come sfogo. Avevo appena perso una persona a me molto cara, a cui è dedicato il libro e che parla anche e soprattutto di lei. Avevo un forte bisogno di un canale di sfogo, qualcosa che mi aiutasse a far defluire il dolore, almeno in parte. Mano a mano che scrivevo mi sono reso conto che avrei potuto farne qualcosa di più importante, per tenere viva la memoria di una persona che non è più qui, creare qualcosa di concreto, e ho cominciato a dare vita ai personaggi del romanzo, alla trama, alle vicende che si succedono nella narrazione. </span></span></p>
<p><strong><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;"><b>Quanto c&#8217;è di te nella storia che narri?</b></span></span></strong></p>
<p><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Non saprei quantificarlo, ma direi molto. Ho costruito il romanzo intorno alla figura di Veronica, una figura magica e benefica che riesce fare breccia nel cuore algido di Alessio, il protagonista, sconvolgendogli l’esistenza. Non vorrei svelare troppo, ma direi che ho “prestato” molto di me ad Alessio, che è un ragazzo giovane e tuttavia con un trascorso già molto difficile alle spalle, con cui si trova a dover fare i conti ogni giorno, forte delle sue debolezze istintive e della sua incapacità ad esprimere i sentimenti che prova.</span></span></p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1668 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2.jpg" alt="luca del vivo" width="952" height="960" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2.jpg 952w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2-150x150.jpg 150w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2-793x800.jpg 793w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2-768x774.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2-560x565.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2-230x232.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo2-550x555.jpg 550w" sizes="(max-width: 952px) 100vw, 952px" /></a></p>
<p><strong>Quanto tempo hai impiegato per concludere <em>Quello che (non) ho</em>? </strong></p>
<p><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Dall’inizio della prima stesura alla fine effettiva è trascorso un anno e mezzo. I primi capitoli sono scivolati fuori con facilità sorprendente, poi mano a mano che prendevo consapevolezza della mia scrittura e di ciò che stavo raccontando, è sopraggiunta anche la difficoltà nel portare a termine una storia complicata, perché parla soprattutto di sentimenti, e sono sempre difficili da descrivere con le parole. </span></span></p>
<p><b>Che lettore ti definiresti?</b></p>
<p><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Un lettore attento, avido di ciò che leggo, direi quasi maniacale. Leggere è come trovarsi su un’imbarcazione priva di remi, che va lentamente alla deriva, se c’è il giusto trasporto emotivo. Se entro dentro a un libro, riesco a divorarlo nel giro di poche ore. Inoltre credo che, per essere scrittori, bisogna prima di tutto essere lettori appassionati, che cercano sempre nuovi stimoli nella lettura e nelle parole impresse sulle pagine. </span></span></p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1669 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo.jpg" alt="luca del vivo" width="634" height="623" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo.jpg 634w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo-560x550.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo-230x226.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo-550x540.jpg 550w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></a></p>
<p><strong><b>Il libro sul comodino?</b></strong></p>
<p><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Al momento <em>White Oleander</em> di Janet Fitch, ho amato la versione cinematografica (ovviamente meno complessa rispetto al libro, come accade sempre). Ho già pronto il prossimo non appena avrò portato a termine la lettura di questo, che è <em>Splendore </em>di Margaret Mazzantini, una delle mie scrittrici italiane preferite.</span></span></p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1670 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3.jpg" alt="luca del vivo" width="960" height="960" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3.jpg 960w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3-150x150.jpg 150w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3-800x800.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3-768x768.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3-560x560.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3-230x230.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/ldelvivo3-550x550.jpg 550w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><b>I lettori di Mokateller dove possono acquistare il tuo romanzo?</b></p>
<p><span style="margin: 0px; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Si può acquistare su tutte le piattaforme online come Mondadori Store e Amazon, in formato cartaceo e ebook, e inoltre è acquistabile in oltre 4000 librerie fisiche in tutta Italia, su ordinazione. Inoltre, per promuovere l’uscita del romanzo, faremo una presentazione del libro<strong> martedì 13 giugno alle ore 18</strong> in <strong>Villa Fabbricotti</strong>, a <strong>Livorno</strong>, dove saranno disponibili alcune copie per chi volesse acquistarle durante l’evento.</span></span></p>
<p>Titolo: Quello che (non) ho</p>
<p>Autore: Luca Del Vivo</p>
<p>Edizioni: Youcanprint</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La bottega delle favole</title>
		<link>https://mokateller.it/la-bottega-delle-favole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 08:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="432" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-550x432.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="la bottega delle favole" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-550x432.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-800x628.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-768x603.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-1600x1255.jpg 1600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-560x439.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-230x180.jpg 230w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Instagram è un mondo a sé, dove si trova la parte più vera e fantasiosa della creatività. E&#8217; qui che mi sono imbattuta ne La bottega delle favole, non ricordo neanche di preciso come, so che è successo&#8230; e per fortuna, aggiungerei. La bottega delle favole è il mondo creativo di Federica di Nardo, abile &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="432" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-550x432.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="la bottega delle favole" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-550x432.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-800x628.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-768x603.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-1600x1255.jpg 1600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-560x439.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-230x180.jpg 230w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Instagram è un mondo a sé, dove si trova la parte più vera e fantasiosa della creatività. E&#8217; qui che mi sono imbattuta ne <a href="https://www.instagram.com/la_bottega_delle_favole/?hl=it" target="_blank"><strong>La bottega delle favole</strong></a>, non ricordo neanche di preciso come, so che è successo&#8230; e per fortuna, aggiungerei. <em>La bottega delle favole</em> è il mondo creativo di <strong>Federica di Nardo</strong>, abile artista che realizza meravigliosi oggetti legati al mondo del libro. Sì, Federica crea portalibri, astucci, portaocchiali, segnalibri ispirati alla letteratura, principalmente a quella per ragazzi. E&#8217; con lei che ho voluto riprendere il filo di <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/" target="_blank"><strong>chiacchiere davanti a un caffè</strong></a>.</p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1647 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6.jpg" alt="la bottega delle favole" width="3000" height="2354" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6.jpg 3000w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-800x628.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-768x603.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-1600x1255.jpg 1600w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-560x439.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-230x180.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/05/image6-550x432.jpg 550w" sizes="(max-width: 3000px) 100vw, 3000px" /></a></p>
<p><strong>Come nasce la bottega delle favole?</strong></p>
<p>La Bottega delle Favole nasce dal bisogno di creare qualcosa di mio, mi è sempre piaciuto lavorare con le mani, disegnare, modellare, cucire&#8230; in più c&#8217;era il desiderio di legare insieme la manualità alla passione per la letteratura per ragazzi. Il primo accessorio che è nato da questo connubio, e quello che in realtà piace di più o comunque mi viene più richiesto, è il porta libro. Nel porta libro posso sbizzarrirmi con disegni e frasi&#8230; direi che è l&#8217;articolo che mi da più soddisfazione, lo posso fare con tracolla e tasca, così da portarlo fuori come una sorta di borsetta, o semplice, solo per tenere il libro in borsa senza che si sciupi, o ancora con manico&#8230; ha tante varianti, a seconda dell&#8217;uso che se ne vuole fare.</p>
<p><strong>Chi è Federica e cosa sogna?</strong></p>
<p> Chi è Federica&#8230; beh, direi che sono, come mi definiscono gli amici più stretti, una persona a cui non mancano le idee, &#8220;mi passa un treno dietro l&#8217;altro&#8221;, mi piace sperimentare. Ho due bambine che amo seguire, per questo ho deciso di prendermi una pausa dal lavoro vero e proprio, per dedicarmi a loro il più possibile, ma proprio perché non amo stare senza far niente, quando loro sono a scuola e io a casa, ho cominciato a lavorare a questo progetto.</p>
<p><strong>Ci parli di Io, il tuo personaggio?</strong></p>
<p> Dopo un po&#8217; che disegnavo e cucivo protagonisti di libri più o meno conosciuti, ho pensato che avrei voluto fare qualcosa di più personale e così è nata Io, una figura dalla testa esagerata e il corpo esile, con piedini a nota musicale, circondata sempre di libri e amici animali. In quel testone convivono insieme tutte le idee che le vengono in mente&#8230; e sono tante. Non mi interessava che fosse esteticamente bella, mi piaceva che rappresentasse qualcosa&#8230; una giovane creativa, intelligente, simpatica e gentile&#8230; come vorrei che fossero e sono sicura che saranno, le mie figlie.</p>
<p><strong>Mi ha sempre affascinato immaginare lo spazio creativo. Tu, hai un angolo tutto tuo dove ti senti più ispirata e dove crei?</strong></p>
<p> Io lavoro in casa, in cucina principalmente, perché è davanti al giardino, c&#8217;è molta luce e mi sento serena in questa stanza&#8230; certo poi devo sempre sbaraccare e pulire tutto, ma va bene così!</p>
<p><strong>Sei molto presente su Instagram; hai altri canali social dove i lettori possono trovarti?</strong>   </p>
<p> Sì, sono presente su Instagram, ma principalmente lavoro su <a href="https://www.facebook.com/federicadinardofirenze/?fref=ts" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a>, qui ho una pagina in cui ho tutte le foto dei miei lavori divise in album a tema. <br /> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Karto e il suo rock&#8217;n&#8217;roll</title>
		<link>https://mokateller.it/karto-e-il-suo-rock/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 15:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://mokateller.it/?p=1623</guid>

					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="510" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-550x510.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-550x510.png 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-560x519.png 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-230x213.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4.png 702w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Quando si parla di lui la parola chiave non può che essere rock’n’roll. Karto, al secolo Giovanni Cartei, la musica ce l’ha nel sangue e non è difficile intuirlo. Nostra vecchia conoscenza, lo abbiamo incontrato di nuovo per parlare del suo album Give Me My Rock&#8217;n&#8217;Roll Back e del suo tour in giro per l’Italia, senza &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="510" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-550x510.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-550x510.png 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-560x519.png 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4-230x213.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto4.png 702w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Quando si parla di lui la parola chiave non può che essere <strong>rock’n’roll</strong>. <strong>Karto</strong>, al secolo Giovanni Cartei, la musica ce l’ha nel sangue e non è difficile intuirlo. Nostra vecchia conoscenza, lo abbiamo incontrato di nuovo per parlare del suo album <em><a href="https://www.facebook.com/KartoMusic/?fref=ts" target="_blank">Give Me My Rock&#8217;n&#8217;Roll Back</a></em> e del suo tour in giro per l’Italia, senza dimenticare i palcoscenici di Londra, sua terra d’adozione. Tra un aneddoto sulla nascita dell’album e uno sulla sua città natale &#8211; Livorno &#8211; ecco cosa ci ha raccontato.    </p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3.png"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1625 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3.png" alt="karto" width="790" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3.png 790w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3-768x633.png 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3-560x461.png 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3-230x190.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto3-550x453.png 550w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a></p>
<p><strong>Ci eravamo incontrati tempo fa in occasione della tua <a href="https://mokateller.it/karto-uno-nessuno-e-centomila/" target="_blank">sfida in italiano</a>; questa volta il passo è stato più decisivo… il tuo album, Give Me My Rock&#8217;n&#8217;Roll Back. Quanto ti rispecchia e come nasce?</strong></p>
<p><em>Give Me My Rock’n’roll Back</em> è un album che mi rispecchia in tutto e per tutto, sia nella musica sia nei testi. Non è un prodotto che nasce a tavolino, né scritto per un certo target di pubblico, né registrato e prodotto secondo un fine commerciale né, tantomeno, rispettando tempi e modalità necessarie al fine di essere messo in commercio da un’etichetta. <em>Give me</em>.. è un prodotto selvatico e selvaggio. Anarchico. Irrispettoso di tutte le regole e convenzioni musicali e non. Scritto forse per nessuno, al di fuori dell’ autore, e diretto a tutti; tutti coloro in grado di recepirne il significato, la carica, l‘ironia e l’energia. Per questo mi rispecchia pienamente. E’ un diario dove sono state racchiuse, giorno per giorno, emozioni, sensazioni, racconti, vibrazioni e suoni che hanno dato vita a delle canzoni. Ed il diario si è trasformato in un album nel quale detti brani sono racchiusi. Registrato e prodotto a Londra, edito poi da Cramps Music e distribuito da Edel Italia.</p>
<p><strong>Stiamo parlando di un lavoro sicuramente rock’n’roll e non semplicemente per il titolo. Ogni brano ha diverse sonorità legate alle tue numerose influenze musicali. C’è qualcosa che avresti cambiato?</strong></p>
<p>Come ti dicevo, è anarchico anche in questo senso. Dentro c’ è tutto: le mie numerose e svariate influenze musicali ( che partono dall&#8217;Hard rock fino ad arrivare all’elettronica) e le influenze nate da esperienze sì musicali ma anche di vita fatte suonando in giro e vivendo, negli ultimi dieci anni, in Inghilterra. Non cambierei niente di questo disco. E lui non si lascerebbe cambiare da nessuno! Neanche da me.</p>
<p><strong>Londra, da tempo, ti vede protagonista di concerti per la promozione del disco (e non solo). Grande successo di pubblico che, se non sbaglio, hai deciso di ripetere anche a Livorno, la tua città. Quando e perché?</strong></p>
<p>Perché sono livornese e ho tantissima voglia di suonare davanti alla gente che comunque, anche a distanza, mi ha sempre sostenuto e supportato! Vorrei e spero poter trasmettere e raccontare al pubblico, attraverso lo spettacolo, ciò che ho fatto in questi anni fuori della mia città. Per questo sono davvero felice di essere stato chiamato. Mi esibirò alla <strong>Tiki Room</strong> presso il <em>locale</em> <strong>Surfer Joe</strong> sul Viale Italia a <strong>Livorno</strong>, il <strong>15 di aprile</strong>, con la mia band tutta italiana che vede <em>Francesco Tonarini</em> alla batteria e <em>Luca Ridolfi</em> al basso. Dopo partiremo alla volta di Londra dove ci attende una data al Dublin Castle di Camden Town pochi giorni dopo, il 20 di aprile.</p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto.png"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1624 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto.png" alt="karto e il suo rock'n'roll" width="652" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto.png 652w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto-150x150.png 150w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto-560x559.png 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto-230x230.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto-550x549.png 550w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai altre date in programma in Italia?</strong></p>
<p>Sì, ovviamente non sarà l’unica data che avrò in Italia; per certo, la più sentita!</p>
<p><strong>Karto nasce come musicista e naturalmente, senza forzature, è diventato cantautore. Quanto ti lascia a ogni performance il rapporto diretto con il pubblico?</strong></p>
<p>Il rapporto diretto con il pubblico ce l’ho sempre, appena salgo sul palco; sento il calore e credo la gente senta, a sua volta, la mia adrenalina. Il fatto di suonare e cantare ovviamente lascia meno spazio e margine di libertà per poter arrampicarsi anche sugli amplificatori! Ma il rapporto diretto con chi ti sta davanti, proprio per la  possibilità di poter comunicare sia attraverso la chitarra sia attraverso la voce, è intensissimo.</p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto6.png"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1627 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto6.png" alt="karto" width="434" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto6.png 434w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto6-230x345.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto6-400x600.png 400w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" /></a></p>
<p><strong>Ci ricordi dove è possibile acquistare Give Me My Rock&#8217;n&#8217;Roll Back?</strong></p>
<p>L’album è distribuito fisicamente nei negozi di dischi e nei punti vendita della catena Feltrinelli. Poi si trova nei maggiori negozi on-line come Itunes, Amazon, Mondadori&#8230;; lo puoi anche ascoltare sulle piattaforme digitali come Spotify. Insomma non scappi!</p>
<p><strong>Progetti nel cassetto?</strong></p>
<p><strong> </strong>Progetti sì… un altro disco con qualche brano cantato anche in italiano e tanto live!</p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto5.png"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1628 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto5.png" alt="karto" width="540" height="651" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto5.png 540w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto5-230x277.png 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2017/04/karto5-498x600.png 498w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola Carver</title>
		<link>https://mokateller.it/scuola-carver/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 10:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="454" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-550x454.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="scuola carver" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-550x454.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-560x462.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-230x190.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok.jpg 720w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Le librerie sono punti di riferimento per gli amanti della lettura. Se poi queste ospitano scuole di scrittura creativa diventano una seconda casa. La libreria di cui sto parlando è Belforte che si trova in via Roma, 69 a Livorno e la scuola è la Carver. Nata appena due anni fa, si è fatta conoscere &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="454" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-550x454.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="scuola carver" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-550x454.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-560x462.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok-230x190.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-cerverok.jpg 720w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-1461" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3-800x163.jpg" alt="scuola carver" width="800" height="163" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3-800x163.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3-768x156.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3-560x114.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3-230x47.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3-550x112.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver3.jpg 960w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Le librerie sono punti di riferimento per gli amanti della lettura. Se poi queste ospitano scuole di scrittura creativa diventano una seconda casa. La libreria di cui sto parlando è <strong>Belforte</strong> che si trova in via Roma, 69 a Livorno e la <strong>scuola</strong> è la <strong>Carver. </strong>Nata appena due anni fa, si è fatta conoscere con i suoi corsi di scrittura creativa fuori dai confini cittadini, tanto da esportarli anche nelle sedi di Empoli e Pontedera. Incuriosita da questa realtà, ho voluto scambiare quattro <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/" target="_blank">chiacchiere davanti a un caffè</a> con <strong>Francesco Mencacci</strong>, responsabile dell&#8217;area didattica e docente, che mi ha raccontato qualche segreto.       </p>
<p><strong>Perché è nata la scuola Carver? </strong></p>
<p>La <a href="https://www.facebook.com/scuolacarver/" target="_blank">Scuola Carver</a> è nata nell’ottobre 2014 con l’intenzione di creare a Livorno un luogo e un tempo dedicati all’esperienza della lettura e della scrittura, un posto magico capace di accogliere tutti gli appassionati di cinema, letteratura e teatro nella rinnovata sede della Libreria Belforte in via Roma 69. La scuola offre una vasta gamma di moduli dedicati alla lettura, alla scrittura (con particolare riguardo per le forme racconto breve, romanzo, poesia), alla scrittura per il cinema, alla scrittura per il teatro e alla narrazione orale, avvalendosi di una piccola schiera di docenti molto qualificati. Le lezioni si tengono in un clima di divertimento consapevole, senza alcun nozionismo sterile, cercando di essere inclusivi e non esclusivi, ovvero favorendo la sana condivisione di una passione tra tutti gli allievi. La scuola organizza inoltre stage con scrittori affermati (sono stati nostri ospiti scrittori come Antonio Moresco, Paolo Nori, Tiziano Scarpa e molti altri ancora), presentazioni di libri, festival di genere come il FIPILI Horror Festival, di cui la scuola cura la parte letteraria, ed altri eventi culturali come proiezioni, spettacoli, reading.</p>
<p><strong>Dopo la prima sede a Livorno, sono nate anche quelle di Pontedera ed Empoli. A cosa pensi possa essere dovuto questo successo?</strong>  </p>
<p>La scuola si sta consolidando a Livorno e contemporaneamente si sta proponendo in altre librerie indipendenti della Toscana. Le prime due che abbiamo contattato sono la libreria Cuentame di Empoli, la cui gentilissima libraia Margherita ha subito accolto con grande entusiasmo la nostra offerta didattica, e la Libreria Roma di Pontedera, la cui brava titolare Chiara Argelli ha mostrato lo stesso interesse. Noi ci rivolgiamo esclusivamente alle librerie indipendenti e cerchiamo posti magici, in cui il rapporto libraio-lettore fa ancora la differenza. Offriamo le nostre competenze letterarie, parliamo di libri, cerchiamo di far venir voglia di leggere e fidelizziamo la clientela della libreria creando una sorta di “gruppo di aspiranti scrittori e lettori incalliti”. Ma soprattutto ci divertiamo, e cerchiamo di far divertire, con le parole scritte, proponendo esercizi stimolanti, cosa che non dimentichiamo mai di dire. Perché la scrittura per noi non deve mai essere un’ossessione competitiva che toglie energie e ci trasforma in quello che Moresco chiamava “un grumo di rabbia e di dolore”, ma una passione che rigenera e allena l’originalità del nostro sguardo, abituando a scovare nel quotidiano idee di narrazione.</p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1463 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver.jpg" alt="scuola carver" width="729" height="547" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver.jpg 729w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver-560x420.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver-230x173.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver-550x413.jpg 550w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /></a></p>
<p><strong>In un panorama in cui tutti vogliono diventare scrittori (o almeno così sembra) quali sono le caratteristiche che fanno davvero di un appassionato di scrittura, un potenziale scrittore?</strong>  </p>
<p>Beh non è facile rispondere a questa domanda. Io dico sempre che tre sono gli ingredienti fondamentali per scrivere: il mestiere, e su quello un corso di scrittura creativa può fare tanto, il talento, e su quello poco o nulla da fare visto che purtroppo o per fortuna ognuno ha il suo, e l’urgenza, che è la cosa più importante e difficile da trovare in un aspirante scrittore. Carver diceva che non si scrive per dire qualcosa, si scrive perché si ha qualcosa da dire, e mi sembra una frase da istoriare della pietra. Io incontro tanti bravi aspiranti scrittori, gente talentuosa che conosce anche molti trucchi del mestiere, però se non si ha davvero un’urgenza feroce di scrivere e farsi apprezzare, è difficile ritagliarsi uno spazio nel panorama letterario nazionale. Quindi direi che serve il talento, serve il mestiere ma serve soprattutto avere qualcosa da dire, sentire che se non la si dice non si è fatto la propria parte. Mario Vargas Llosa in Lettere ad aspirante romanziere diceva che ogni scrittore o aspirante tale parte da sé, denudandosi senza remore, ma poi la letteratura è un’altra cosa, è ricoprire quella nudità iniziale con un vestito che decidiamo di cucire addosso alla nostra idea di narrazione. Ecco fare letteratura è cucire quel vestito, nel nostro modo unico e originale, farsi una specie di torta in casa, come diceva Cèline, con i propri ingredienti segreti. Ma per dirsi scrittori bisogna trovare il tempo per cucire o cucinare, e sapere che se non lo si fa la vita ha poco senso. Da un certo punto di vista oggi mi accorgo anche che essere felici e soddisfatti è un ostacolo alla scrittura: chi è contento della propria vita vive, mentre chi ha una piccola malinconia dentro, una tristezza che fa le capriole, beh forse decide di nominarla, di precisarla scrivendola.</p>
<p><strong>Quali autori non possono mancare come riferimento ai corsi della scuola Carver?</strong>  </p>
<p>Noi citiamo un sacco di libri, un sacco di autori, leggiamo e commentiamo insieme in classe racconti brevi o stralci di romanzi, e invogliamo molto ad una lettura consapevole. Prediligiamo autori contemporanei, perché chi vuole scrivere deve sapere cosa si pubblica oggi, ma è ovvio che c’è spazio anche per molti grandi narratori del Novecento e dell’Ottocento.</p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1464 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2-800x448.jpg" alt="scuola carver" width="800" height="448" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2-800x448.jpg 800w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2-768x430.jpg 768w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2-560x314.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2-230x129.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2-550x308.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/06/scuola-carver2.jpg 960w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><strong>Il consiglio che dai a chi si avvicina alla scrittura?</strong></p>
<p>Non ho consigli particolari, ognuno fa con la scrittura quello che crede, quello che vuole, c’è chi ha l’urgenza feroce di pubblicare e c’è chi invece scrive tutti i giorni solo perché non sa fare altro di altrettanto piacevole e magari si accontenta di farsi leggere dagli amici. Anche se è chiaro che nei nostri corsi parliamo molto di regole, precisando tuttavia che la scrittura in un certo senso è quello che uno decide di fare con le regole che ha imparato, il modo originale, unico, irripetibile che trova di romperle consapevolmente. Ecco, forse il consiglio è questo: imparate le regole di una scrittura consapevole, ma poi trovate un modo tutto vostro di romperle!</p>
<p><strong>Il prossimo weekend si concluderà lo stage con Paolo Nori. Altri progetti da realizzare a breve?</strong></p>
<p>La nostra scuola è una continua fucina di idee di condivisione letteraria, quindi siamo sempre attenti a variare l’offerta didattica, a proporre stage o approfondimenti o presentazioni con autori di rilievo nazionale. La scuola chiude a giugno ma noi, la nostra fabbrica delle idee, non chiudiamo mai e ci prepariamo per ottobre, mese dell’inizio del nuovo anno didattico, con un sacco di novità. Nuovi docenti, nuovi moduli, nuovi autori che verranno ospiti. A breve sarà on line il sito <a href="http://www.scuolacarver.it" target="_blank">www.scuolacarver.it</a> ed è già attiva la pagina fb Scuola Carver e il gruppo chiuso di condivisione di contenuti culturali “quelli della scrittura creativa@ScuolaCarver”. A tutti gli interessati dico solo di seguirci con attenzione o di scriverci alla mail <strong>scuolacarver@gmail.com</strong> per saperne di più.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stefania Bertola</title>
		<link>https://mokateller.it/stefania-bertola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Ross]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2016 12:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiacchiere davanti a un caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-550x413.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Stefania Bertola" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-550x413.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-560x420.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-230x173.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine.jpg 729w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>Avete presente quanto ci faceva felici da bambini aver la pancia piena di cioccolato? Ecco, è più o meno questa la sensazione che ho provato quando ho intervistato Stefania Bertola. Che poi, diciamoci la verità, le avevo chiesto di poterle fare due domande certa che tra un impegno e l&#8217;altro non avesse tempo per me. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="413" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-550x413.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Stefania Bertola" loading="lazy" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-550x413.jpg 550w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-560x420.jpg 560w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine-230x173.jpg 230w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/copertine.jpg 729w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Avete presente quanto ci faceva felici da bambini aver la pancia piena di cioccolato? Ecco, è più o meno questa la sensazione che ho provato quando ho intervistato <strong>Stefania Bertola</strong>. Che poi, diciamoci la verità, le avevo chiesto di poterle fare due domande certa che tra un impegno e l&#8217;altro non avesse tempo per me. Mi sbagliavo&#8230; mi sbagliavo di grosso perché non solo mi ha risposto in pochi giorni, ma è stata anche disponibilissima. Scambiando un po&#8217; di mail e leggendo le sue risposte mi è stato subito chiaro perché io ami così tanto i suoi personaggi. Sono esattamente come lei, ironici e reali, personaggi che ti fanno compagnia con naturalezza, come fossero amici, amori, compagni di avventure.</p>
<p>Scambiando quattro <a href="https://mokateller.it/laura-rossiello/davanti-ad-un-caffe/" target="_blank">chiacchiere davanti a un caffè</a>, <em>Stefania Bertola</em> mi ha raccontato cose che, inutile dirlo, prenderò come spunto, perché l&#8217;ironia non va mai lasciata in una scatola chiusa a prendere polvere.     <img loading="lazy" class="size-full wp-image-1436 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA-COPERTINA.jpg" alt="STEFANIA BERTOLA" width="383" height="475" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA-COPERTINA.jpg 383w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA-COPERTINA-230x285.jpg 230w" sizes="(max-width: 383px) 100vw, 383px" /></p>
<p><strong>L’ironia è uno degli ingredienti principali delle tue storie. Quanto conta riuscire a prendersi meno sul serio?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non so mai come rispondere a queste domande sull’ironia, perchè l’ironia è un fiocco di neve, un fiore aperto, le ali di una farfalla… qualcosa che come lo tocchi, svanisce. Quando una persona dice di se “Sono molto autoironica” in realtà vuol dire che si prende terribilmente sul serio. Se non ti prendi  sul serio, per prima cosa non ti definisci tanto, non stai lì a spiegare agli altri come sei e come non sei. Vivi, e basta, e lasci che ciascuno pensi un po’ di te quello che vuole. E questo modo di vivere la vita si, conta moltissimo, perchè ti lascia un sacco di spazio per altre persone e altre cose, mentre pensare tanto a se stessi riempie in un attimo lo spazio mentale ed emozionale. Insomma, forse se proprio dobbiamo definire l’ironia, diciamo che è non mettere se stessi al centro del mondo, vedere tutto un po’ di striscio.</span></p>
<p><strong>Colpiscono i tuoi personaggi perché hanno sempre caratteri reali, spesso sono buffi, impacciati, insomma persone come noi. Come nascono?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nascono un po’ dappertutto, come i moscerini della frutta! Dalla vita reale, soprattutto, perchè magari si tratta di persone esistenti appena un po’ modificate, o, più spesso, mix di più persone. Nascono dalla letteratura, perchè a volte riprendo personaggi dei miei libri preferiti, a loro chiedo in prestito tratti del carattere o atteggiamenti verso la vita. Nascono da un nome letto sul giornale, dalla targa di un ufficio, da uno spot in tivu, da qualsiasi cosa, compreso il nulla che a volte riempie deliziosamente il mio cervello. Però, una volta nati, subiscono tutti la stessa sorte: diventare (se ci riesco) credibili, o almeno interessanti, essere, come tu dici, persone come noi, o se non proprio come noi, come qualcuno che abbiamo conosciuto.</span></p>
<p><a href="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1438 aligncenter" src="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA.jpg" alt="STEFANIA BERTOLA" width="378" height="504" srcset="https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA.jpg 378w, https://mokateller.it/_mamawp/wp-content/uploads/2016/05/STEFANIA-BERTOLA-230x307.jpg 230w" sizes="(max-width: 378px) 100vw, 378px" /></a></p>
<p><strong>Ha un luogo preferito per scrivere Stefania Bertola?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di solito scrivo alla mia scrivania, nella grande stanza dove lavoro, in mezzo al caos: carte, cartacce, libri, giornali, elastici..penne.. di tutto. Ho un giardino, ma non so perchè non vado mai a scrivere lì, forse perchè non ci arriva Internet, dato che  mentre scrivo, qualunque cosa io scriva, controllo e guardo sempre mille robe. Invece scrivo spesso in cucina, mi porto giù il Mac e lavoro mentre cucino, sto lì mentre il sugo sobbolle o la pentola a pressione fischia, e mentre controllo il pranzo o la cena, scrivo. Un altro posto dove mi piace molto scrivere è la casa al mare, ma purtroppo riesco ad andarci pochissimo.</span></p>
<p><strong>Oltre a essere scrittrice, sei autrice di programmi radiofonici, di spettacoli teatrali e traduttrice. Hai costruito la tua vita intorno alle parole. Cosa significa per te scrivere?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Boh. Veramente, non lo so. La risposta più facile è che per me significa guadagnarmi la vita. Da quando ricordo, i soldi che servono per l’affitto, la spesa e tutto il resto li ho sempre messi insieme così, a furia di parole. Sono il mio attrezzo di lavoro, sono quello che so fare, in cui mi sono impegnata, che ho cercato di portare a un certo grado di efficienza. Però scrivere è anche il mio divertimento, la mia vacanza: quando scrivo i miei romanzi, è come partire, andare in un’altra vita o in un altro luogo che si chiama “romanzo” e passare del tempo lì, a divertirmi con quelle persone. Ed è anche il modo in cui comunico meglio i miei sentimenti o il mio pensiero: quando devo dire qualcosa di importante a qualcuno, se scrivo viene bene, se parlo faccio pasticcio.</span></p>
<p><strong>Cartaceo o ebook?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Entrambi. I libri di carta sono quelli da conservare, sull’ebook scarico quelli che ho voglia di leggere ma poi non saprei che farmene. Poi l’ebook è comodissimo perchè puoi portarti in giro quei thriller fantastici che mi piacciono tanto, da 500 pagine, senza soffrire sotto il loro peso. E ha di bello anche il senso di onnipotenza che ci da: sono al mare, a mezzanotte, isolata, e ho voglia di un libro nuovo da leggere? Plic plac, schiaccio un paio di tasti e il libro arriva. Bello, no? Però sono consapevole che basta un piccolo guasto elettronico e migliaia di pagine svaniscono. Quindi i libri a cui tengo li voglio veri.</span></p>
<p><strong>Uno scrittore con cui prenderesti un caffè?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno era David Sedaris, e ce l’ho fatta, anzi, abbiamo addirittura cenato insieme. Un altro è Javier Marias, però a patto di usufruire di una piccola magia e per due ore sapere lo spagnolo.</span></p>
<p>Se avete voglia di scoprire i libri di Stefania Bertola iniziate da <a href="https://mokateller.it/biscotti-e-sospetti/" target="_blank">Biscotti e Sospetti</a>!  </p>
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