Piccole librerie indipendenti

Che fine hanno fatto i consigli del libraio?

14 Agosto 2018

Relax

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Io sono sempre stata una di quelle che non aveva mai le idee chiare su quale libro comprare, neanche ora in realtà le ho perché per me i libri sono scelte serie, mica cose così. Proprio per questo andavo nelle piccole librerie indipendenti e mi facevo consigliare dal libraio che era sempre lì a cercare di capire quali potessero essere i tuoi gusti. Magari non indovinava sempre, ma era bello sapere che c’era, che era lì per consigliarti le letture migliori, anche se gli confessavo (senza vergogna) che per me erano importantissime anche le copertine. 

Piccole librerie indipendenti

Per la precisione, andavo in una piccola libreria, a pochi metri da casa mia, dove abitavo con i miei quando ancora non devi pensare a bollette e responsabilità, quando ancora non sei adulto davvero, insomma e credi che la vita sia tutta storie narrate e cuori che battono all’unisono. 

Adulta davvero lo sono diventata, ma la passione per i libri è rimasta quella di quando era bambina. L’unica differenza è che non c’è più la libreria dove io acquistavo i libri, o meglio c’è ancora ma è completamente diversa, vende libri scolastici e di romanzi ne ha pochissimi, quelli che vanno più di moda, quindi quelli che di solito a me non piacciono. Soprattutto non c’è più la signora che mi consigliava, che mi diceva se un libro poteva essere quello giusto o meno. Io tante volte facevo di testa mia, esattamente come ora, perché in fatto di libri non ascolto mai, ma mi manca quel rapporto anche un po’ intimo che si instaurava tra me, i miei gusti letterari e quella libraia. 

Che poi i gusti letterari sono sempre una questione personale, intima, un qualcosa che si lega strettamente a ciò che siamo. Ciò non significa che se leggiamo gialli o thriller siamo dei serial killer, questo è evidente, ma che c’è un legame stretto tra i nostri gusti e quello che siamo nella realtà di ogni giorno. 

librerie

Insomma, parlavo di un rapporto (quello con il caro vecchio libraio) che nasceva lì dentro quelle librerie in maniera naturale e che continuava nel tempo. Un rapporto che oggi non c’è più, non certo perché siano cambiate le persone (beh, forse anche un po’ questo), più semplicemente perché non esistono più le librerie indipendenti. Forse esagero, esistono ancora quei gioielli preziosi in cui entrare e restare ore e ore come se il mondo fuori non esistesse, ma sono sempre di più le catene di librerie famose dove tutto è un po’ confuso anche se i libri sono divisi in un religioso ordine di generi, nomi, settori e quant’altro. 

Sia chiaro, ciò non significa che io non ci metta piede o che non acquisti nelle grandi librerie (che dipende da quali sono mi piacciono anche parecchio), significa che mi crea un po’ di malinconia pensare ad anni fa quando entravo lì vicino a casa mia ed uscivo con buste piene di libri come se fossero un bottino prezioso, e lo erano. Ecco, è proprio in questi momenti, quando mi lascio cullare dai ricordi che mi chiedo dove siano finiti i consigli del libraio. Quelli che io amavo tantissimo perché mi facevano sognare, mi permettevano di entrare in un mondo tutto mio e di tutti quei titoli che vedevo sugli scaffali di legno. 

E’ successo soltanto nella mia città (ah, che domanda retorica!) o anche nelle vostre i librai sono sempre più merce rara? 

Laura Rossiello

giornalista, ghostwriter, copywriter

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