La Sospensione del Playmaker

Quando scopri i libri per caso...

Bella sorpresa. Se dovessi descrivere cos’è stato per me La sospensione del playmaker lo definirei esattamente così. Mi spiego meglio, la prima cosa che mi ha colpito è stato il titolo che per un’appassionata di basket come me è già un ottimo punto di partenza. Poi la storia non ha fatto altro che confermare il tutto. Ecco perché è stato uno dei miei libri sul comodino fino a pochi giorni fa. Ora si è guadagnato un posto di tutto rispetto nella mia libreria. 

Il motivo? Semplice, mi piacciono le storie corali, i libri fatti di tanti pezzi di piccole storie che ti fanno sentire parte di un qualcosa. Per me le storie corali hanno sempre avuto questo significato. E quando vengono narrate con semplicità, ma precisione come è riuscita a fare Anna Lisa Pulizzi la lettura è ancora più scorrevole, pulita, chiara. Ed è quello che io cerco in un libro. 

Nelle sue centottanta pagine non ho trovato nessuna debolezza, nessun punto d’ombra, ogni elemento si incastra alla perfezione come i pezzi di un puzzle. Anna Lisa credo sia riuscita a parlare a noi lettori delle debolezze, dei sogni, delle aspettative che accumunano tutti, sempre affannati tra un desiderio e la sua spesso difficile realizzazione. Ma nessuno abbandona l’idea di poterlo raggiungere in un modo o nell’altro, un giorno o l’altro.  

La sospensione del Playmaker

E allora c’è il distratto Luca che pensa a Laura e al significato reale della parola fidanzata; ci sono Stefania e Marco con il loro amore difficile; ci sono Marta e Fabrizio che a un certo punto si trovano nella stessa auto bianca; c’è Antonio. Insomma, tutti personaggi compiuti che si trovano e si ritrovano (non è mai la stessa cosa), che si completano o che si respingono, che cercano qualcosa o che qualcosa hanno trovato. Ogni personaggio non è mai solo quello che sembra. 

La cornice è quella della capitale, una Roma ricca di spunti, nelle sue storie che si sviluppano in due quartieri: San Lorenzo e il Pigneto; e qui devo ammettere che, non essendo un’esperta delle zone romane, mi sono lasciata trasportare ancora di più da quello che le parole dell’autrice mi raccontavano.  

Chi legge spesso il mio blog sa che non amo scrivere la trama di ciò che leggo perché per quello ci sono (solitamente) già le quarte di copertina, quindi non lo farò nemmeno per La sospensione del playmaker, ma una cosa a chi legge queste righe voglio dirla… consiglio di leggere il libro di Anna Lisa Pulizzi a chi cerca qualcosa di più intimo nella lettura, qualcosa che riesca ad andare oltre il muro immaginario che a volte si pone tra noi e le storie. Troverà il libro perfetto il lettore curioso e capace di cogliere il significato non sempre palese, ma che desidera farsi scovare tra le righe, tra le parole perché quasi sempre, il testo che dice tutto subito senza narrare qualcosa sottovoce non riesce ad avvolgere come chi legge desidera. 

Più si entra nel cuore della storia, più ci sentiamo ora Luca, ora Antonio, ora Stefania, ora Marta… e non è questo che la scrittura deve scatenare in noi? Per me sì, senza dubbio, altrimenti non avrei inserito La sospensione del playmaker nella mia Pausa Moka e voi cosa ne pensate? 

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Titolo: La sospensione del playmaker 

Autore: Anna Lisa Pulizzi 

Editore: Affiori

Data pubblicazione: Novembre 2023 

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